…non è una rassegna generale sulla falce e martello nell’arte… è più semplicemente un omaggio a Mariano Sommella e al suo omaggio ad un simbolo che… dice ancora tanto!

Nel 1992 il PCI si è appena sciolto. A Torino c’è il Salone del Libro e tra i partecipanti c’è il Laboratorio di Nola: straordinaria Bottega d’Arte d’altri tempi e luogo vivo di cultura nato dalla creatività di Vittorio Avella e con il concorso attivo di Antonio Sgambati.

Bene. Per quel Salone tra le incisioni e i libri d’arte che i due portano a Torino in esposizione c’è anche questo lavoro intenso di Mariano Sommella: una riflessione-elaborazione artistica su quel simbolo, falce e martello, così carico di storia e di significato.

C’è forse il segno di un distacco, necessitato da quella scelta di scioglimento. Ma c’è anche, almeno noi la vogliamo leggere così, il segno di una vitalità intatta, di una capacità di interrogare ancora che quel simbolo ha conservato e conserva.

L’artista, con la sua intelligenza e la sua creatività, sicuramente ne è interrogato e intesse con esso un dialogo fecondo che si traduce in 22 declinazioni artistiche.

Sono queste 22 declinazioni che pubblichiamo una per volta.

Abbiamo già cominciato con la sua copertina.

Proseguiremo.

E quel lavoro piacque tantissimo ad un visitatore d’eccezione del Salone, Umberto Agnelli che infatti non se lo lasciò sfuggire.

Era uno scalpo sociale di vittoria? O il fascino per il simbolo di un ‘avversario’ vinto ma non domo?

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