di Gianfranco Nappi

Marina Petrella è uno degli esponenti delle BR per i quali si va perfezionando l’estradizione dalla Francia all’Italia.

Chi si è reso colpevole di crimini atroci non può non risponderne, sempre. Ma non voglio entrare ora in questo piano del discorso.

L’esponente brigatista, tra le altre cose, ha sostenuto che la sua e la loro lotta, in quegli anni settanta e ottanta era l’espressione di , cito testualmente : “…un passaggio di testimone, dalla Resistenza a noi…!”

Non c’è che da rimanere basiti di fronte a dichiarazioni del genere che tendono incredibilmente a restituire lustro ad un terrorismo che, laddove i Partigiani si erano battuti ed erano morti per conquistarle democrazia e la libertà, provava in tutti modi ad affossarle: da solo e, in più di un caso, in combutta con apparati deviati e devianti e organizzazioni criminali.

Il terrorismo di quella stagione fu sconfitto prima ancora che sul terreno ‘militare’ su quello sociale e ideale e questo perchè a presidio della democrazia scesero in capo quelle stesse masse popolari che l’avevano riconquistata, con il mondo del lavoro, con la classe operaia, con i partiti democratici e le organizzazioni sindacali.

Chi ha dimenticato le polemiche di quegli anni espresse da diversi settori politici e culturali nei confronti del PCI e di Enrico Berlinguer per il presunto eccesso di rigidità della posizione dei comunisti nei confronti dei terroristi?

Noi non le abbiamo dimenticate.

La verità è che la democrazia resse di fronte all’attacco terrorista delle BR e delle altre organizzazione di quella galassia, dopo quello dello stragismo di marca neofascista e dopo quello che miscelò diversi elementi della mafia, proprio in virtù di quella grande mobilitazione popolare che fece anche da argine contro ogni disegno teso al restringimento degli spazi di democrazia e di deriva autoritaria.

E di quella mobilitazione il PCI su protagonista primario.

E ancora una volta, bisogna dire, quanta poca capacità di reazione oggi di fronte a dichiarazioni che, tanti anni dopo, risultano ancora più farneticanti di ieri.

Un altro modo per riscrivere la storia?

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