OLTRE A NUOVE IMMAGINI DAL PREZIOSO ARCHIVIO DELL’ISTITUTO CAMPANO PER LA STORIA DELA RESISTENZA

Montescaglioso è un comune del Materano. Nell’immediato secondo dopoguerra fu interessato come larga parte del Mezzogiorno da un impetuoso movimento di lotta contadina e bracciantile, di occupazione di terre abbandonate contro il latifondo, per la riforma agraria.

Fu una lotta cruenta e aspra contrastata dalla repressione dello Stato e financo dalla mafia come la vicenda di Portella della Ginestra dimostrerà.

Nella notte del 14 dicembre 1949 la polizia circonda il paese, lo isola, toglie l’energia elettrica e partono gli arresti di contadini e braccianti rei di aver chiesto pane e terra.

Decine di arresti, scontri, feriti. Ci scappa il morto.

Quella temperie la trovate rievocata in questo bell’articolo de il Manifesto :

https://ilmanifesto.it/ziccardi-e-le-lotte-contadine/

Il 19 dicembre si discute alla Camera dei Deputati dei fatti accaduti a Montescaglioso e interviene anche il deputato Clemente Maglietta per dichiarare la sua insoddisfazione sulle cose dette in Aula dal Governo. Ecco il resoconto stenografico del suo intervento:

1952. Con Giuseppe Di Vittorio a Napoli.
1952. Torre del Greco. Festa di Piedigrotta. Con Abdon Alinovi.

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Pubblicato il 24 febbraio 2021

CLEMENTE MAGLIETTA. A LUI DEDICHIAMO QUESTA SETTIMANA. ALTRO RICCO ALBUM DI IMMAGINI.

TUTTE LE FOTO SONO TRATTE DAL PREZIOSO ARCHIVIO DELL’ISTITUTO CAMPANO PER LA STORIA DELLA RESISTENZA

1946 Clemente Maglietta, Antonietta Catalano, Antonio Ferrara
!946. Palco del 1 maggio. Parla Clemente Maglietta
Ancora sul palco di quel 1 maggio
21 maggio 1946. Manifestazione per il Referendum Costituzionale.

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pubblicato il 23 febbraio 2021

NASCEVA IL 22 FEBBRAIO 1910

Nato a Napoli il 22 febbraio 1910 in una famiglia benestante. Dopo il liceo, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza nella sua città per seguire le orme del padre, già avvocato. Proprio nell’ambiente universitario entrerà in contatto con l’organizzazione clandestina del partito comunista, aderendo alla Federazione giovanile. Inviato una prima volta a Parigi nel 1930 per stabilire contatti con il centro estero del P.C.d’I., torna frequentemente in Italia con diversi incarichi tra Campania, Umbria e Abruzzo.

1925. Clemente Maglietta allievo della Nunziatella
Con compagni allievi della Nunziatella

Nel 1932 viene incaricato di ricostituire un nuovo “federale adulto” proprio in quest’ultima regione. Schedato nel CPC (Casellario politico centrale), che nel mese di aprile lo segnala a L’Aquila, viene arrestato dai fascisti il giorno 12 dello stesso mese mentre si trova a Pescara. Deferito al Tribunale speciale per la difesa dello Stato, il 22 maggio del 1933 è condannato a 8 anni di reclusione (di cui però 3 vengono condonati). Richiuso nel penitenziario di Castelfranco Emilia, vi rimane fino al 12 aprile del 1935, quando beneficia di un indulto e viene scarcerato. Sottoposto a libertà vigilata, torna a Napoli e vi rimane per oltre un anno. Il 15 settembre 1936 la Prefettura del capoluogo campano comunica alla Direzione generale di PS di Roma di averne perso le tracce. Il 30 settembre il nome di Clemente Maglietta compare nel Bollettino delle ricerche, con la scheda n. 0525. Il 9 ottobre la stessa Prefettura di Napoli lo segnala a Parigi, dove Maglietta è emigrato clandestinamente.

1930. Foto segnaletica

Da qui, nel 1937 egli parte per la Spagna, per unirsi alla lotta contro le forze franchiste. Arruolato il 24 giugno nel 1° battaglione della Brigata Garibaldi con lo pseudonimo di Mario Pagano, ne diviene Commissario politico aggiunto a settembre. Dopo aver partecipato alle battaglie di Saragozza, Farleta, Fuente d’Ebro, Quinto e Belchite, il 23 novembre subisce un grave incidente che gli pregiudica la mobilità delle gambe. Impossibilitato a combattere, rimane in ospedale fino a quando – il 7 febbraio 1939 – viene espatriato in Francia insieme alle Brigate internazionali. Internato ad Argelès, Agde (dopo una breve permanenza su uno dei battelli sanitari che stazionavano a largo di Port Vendres), Saint Cyprien, Gurs, ancora Argelès, Mont-Louis e Vernet, il 21 settembre 1941 viene consegnato alle autorità italiane, che lo confinano alla Casa del lavoro di Venezia. Viste le precarie condizioni dei suoi arti inferiori, nel marzo del 1943 viene destinato a Summonte, in provincia di Avellino.

Campo di prigionia di Gurs dove sarà recluso

Riconquistata la libertà nell’agosto del 1943 (dopo la caduta del fascismo), a ottobre è nominato membro del comitato federale napoletano del Partito comunista, nonché Segretario della Camera del lavoro provinciale. Nel gennaio del 1945, durante il congresso delle organizzazioni sindacali dell’Italia liberata, entra a far parte del direttivo della CGIL, quindi – in un secondo momento – anche dell’esecutivo.

1 maggio 1946. Alla testa del corteo Clemente Maglietta e Emilio Sereni
1946. Roma. Direttivo nazionale della CGIL. Con Di Vittorio.
Primi anni ’50. Gaetano Macchiaroli, Mario Palermo,Vittorio Foschini, Gennaro Capozzi, Clemente Maglietta
1951. Clemente Maglietta. Comizio al 1 maggio.
Primi anni ’50. Sul traghetto per le isole del Golfo con Giuseppe Di Vittorio

Primo segretario della CGIL di Napoli nel dopoguerra, è eletto deputato nelle prime tre legislature repubblicane nelle liste del Partito comunista, che tuttavia abbandona alla fine degli anni ’50 per dissensi politici. ( Poi vi si riavvicinerà negli anni ’80, n.d.r Infinitimondi ) . Durante il suo mandato, ricopre il ruolo di segretario della Commissione speciale per l’esame del disegno di legge n 568 (2 marzo 1954-11 giugno 1958) e di vicepresidente della XII Commissione per il lavoro – assistenza e previdenza sociale – cooperazione (9 luglio 1959-15 maggio 1963). Abbandonata la carriera politica, dal 1963 al 1972 è dirigente di un’azienda nel porto di Napoli. Vicepresidente dell’AICVAS e membro del direttivo dell’ANPPIA, oltre che autore di diversi libri, Maglietta muore il 10 ottobre 1993 nella sua città natale.

Biografia tratta da antifascistispagna.it dall’Archivio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri . Alla fine degli anni Novanta, l’Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna (AICVAS) dona parte del proprio archivio storico all’allora Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia di Milano (oggi Istituto nazionale Ferruccio Parri). Nel 2010 l’associazione cede in deposito all’istituto una seconda porzione di patrimonio archivistico. Entrambi i fondi sono ordinati, descritti e resi accessibili al pubblico (inventari on line sul portale www.italia-resistenza.it, sezione “Archivi della rete”).

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4 commenti

  1. Clemente Maglietta era mio zio avendo sposato Antonietta Catalano, sorella di mio padre Oreste.
    Vorrei precisare che Clemente, nel 1936, dopo il carcere ed un breve soggiorno a Napoli, viene richiamato a Parigi ed espulso “cautelativamente” perché sospettato di aver collaborato con il regime in occasione dell’arresto a Pesaro. Per riscattarsi chiede ed ottiene di andare a combattere in Spagna. Sarà poi pienamente riabilitato dopo la liberazione.
    Ancora, nel 1962 per contrasti riguardanti la politica dei quadri comunica alla federazione di Napoli di non volersi ricandidare e nel 1963 non rinnova la tessera.
    Queste notizie sono ricavate da “Una scuola di vita” edizioni Tullio Pironti 1983, a cura di Nicola De Ianni, con una lunga intervista a Clemente Maglietta, volume del quale conservo una copia autografata.

    1. Author

      Ma tu sei il mario catalano del pdup che conosciamo? Ti stiamo cercando non sai come!

      1. No Gianfranco, sono Mario Catalano di Scafati, ex presidente di Legacoop.
        Mi conosci bene

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